Nebida Villaggi Minerari

Nebida  Villaggi Minerari | Nebida-Masua

Il sito minerario di Masua era già  conosciuto alla fine del ‘600, questo è testimoniato dalla presenza di scavi, gallerie e fornelli nella roccia calcarea per la ricerca del piombo e dell’argento.

Nebida villaggi minerari

AQUARESI: Il giacimento di Piombo e Zinco venne scoperto nel 1870 e dato in concessione alla Società  inglese ” Gonnesa Mining L.t.d”. Nel 1930 passò in mano alla Società “Vieille Montaigne”, per poi passare alla Sapez, all’AMMI, alla SIM ed infine all’IGEA.

Nei primi anni del 900 nella miniera trovavano impiego circa 500 operai e venivano prodotte 1000 tonnellate di tout-venant (grezzo) all’anno. Il minerale estratto veniva trattato nella piccola laveria meccanica di Acquaresi e poi convogliato, tramite una ferrovia elettrica nel porticciolo di Cala Domestica ed infine veniva imbarcato verso Carloforte.

La coltivazione era impostata principalmente sul giacimento Marx, raggiungibile da una serie di gallerie disposte su più livelli (da 323 m. slm a -90 m). Per accedere ai giacimenti dall’esterno, veniva utilizzata una rampa lunga circa 1 km e con il 14% di pendenza. Per l’estrazione del minerale si utilizzava la galleria di Carreggio Ornella, percorsa da due treni Parkano con vagoni Gramby da 5 metricubi. Il corpo mineralizzato a solfuri di Piombo e Zinco era incassato nel calcare e aveva una potenza media di 40 metri ed una superficie di 6000 metri quadri. Nel 1991 si verificarono dei fenomeni di subsidenza e in particolare un crollo imponente che costrinse alla chiusura della strada Buggerru-Masua per diversi mesi.

Fino agli inizi degli anni ’90 la miniera produceva minerali di piombo e zinco collegata tramite la Galleria Ornella alla limitrofa miniera di Masua. Oggi il villaggio attende la valorizzazione.

MASUA: Il sito minerario di Masua era già  conosciuto alla fine del ‘600, questo è testimoniato dalla presenza di scavi, gallerie e fornelli nella roccia calcarea per la ricerca del piombo e dell’argento. Alla fine dell ‘800 la miniera di Masua risultava una fra le più importanti dell’isola, con oltre 700 addetti che lavoravano nei cantieri Parodi, Podestà  e Calligaris. Il villaggio minerario sito sul ripido pendio di Punta Cortis disponeva di una scuola, di un ospedale, della chiesa, di laboratori e di altri servizi.

Nebida villaggi minerari: CANAL GRANDE: nella Caletta denominata Porto di Canal Grande si apre una grotta naturale, scavata nei calcescisti arenacei intercalati nelle metarenarie del Cambriano e parzialmente sommersa dal mare. Il nome deriva dalla vallecola che sbocca a mare in questo punto, scavata in corrispondenza dell’affioramento più erodibile rispetto alla dolomia rigata cambriana che ne costituisce i versanti. Il termine Canale è sinonimo di “valle” e in campidanese significa canale, doccia, valle lunga e stretta (PAULIS, 1987). Nei pressi il toponimo di Punta Bousse ricorda la presenza mineraria belga e francese. Il toponimo Punta Sa Bidda si riferisce ad un antico villaggio abbandonato. Nei dintorni compaiono numerosi i segni del lavoro minerario: discariche, villaggi abbandonati, edifici minerari di vario uso, buona parte dei quali dismessi. La miniera più vicina è quella detta di Canal Grande, un tempo produttiva di blenda. Le rocce affioranti a Canal Grande sono costituite da arenarie quarzoso-feldspatiche, argilliti, scisti arenacei e siltiti (Membro di Punta Manna della Formazione di Nebida) e da dolomia rigata, dolomia grigia massiva e calcare ceroide appartenenti alla Formazione di Gonnesa.

Nei livelli arenacei ed in quelli argillosi sono presenti i trilobiti (Giordanella e Sardoredlichia, Enantiaspis e Nebidella).

 

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Villaggio minerario Mantova

Nebida villaggi minerari: MANTOVA. Dalla strada panoramica che da Fontanamare conduce a Nebida, è possibile notare sulla sinistra alla base del canale montano, diverse rovine di quello che fu il villaggio “Mantova” conosciuto dagli abitanti di Nebida, come “Mantula”, sorse a metà  dell’Ottocento quando si estraeva il minerale dalla galleria Nicolay; accanto alle rovine è visibile un piccolo bacino idrico che raccoglie le acque della valle tramite uno sbarramento artificiale costruito a meta dell’Ottocento, questo veniva utilizzato per il lavaggio del minerale.

Il villaggio Mantova il cui nome si deve alla presenza di manodopera arrivata da questa città , attualmente è ridotto alla presenza di alcuni ruderi in continuo decadimento.

MONTE CANI: Il villaggio di Montecani sorgeva nella sella fra Masua e Acquaresi, venne quasi totalmente raso al suolo per permettere l’allargamento della strada Masua – Buggerru. Di questo villaggio minerario rimangono i ruderi della centrale elettrica e qualche altro edificio diroccato.

MONTESCORRA: Antica miniera di Piombo e Zinco, situata a Nord-Ovest di Iglesias, tra le più famose miniere di Monte Agruxiau e Nebida. Oggi rimangono i ruderi dell’antico villaggio dei minatori, incassato nella valle Canali “Genn’e Rutta”; sono inoltre presenti le discariche di sterile, scavi a cielo aperto e abbancamenti di fini provenienti dal trattamento del minerale.

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Rudere del magazzino di stoccaggio presso il villaggio Besa Sa Canna

 

Tale miniera iniziò l’attività  nel 1889 su concessione accordata alla Società  delle Miniere della Malfidano, per un’area di 151 ettari. L’attività  avveniva in sotterraneo tramite una fitta rete di gallerie ed il massimo impulso si ebbe negli ’50; vi si coltivava un ricco filone piombifero attraverso le Gallerie: San Marco, San Pietro e Maurizio. Il villaggio minerario di Monte Scorra ospitava circa 200 persone fino al 1965. Negli anni ’50 la concessione passò alla Pertusola prima ed alla Soc. Montevecchio – Monteponi poi; A causa dell’esaurimento delle mineralizzazioni nei primi anni ’70 la miniera  venne chiusa.

BEGA SA CANNA: il permesso di ricerca per minerali di Piombo e Zinco venne concesso nel 1857 al Signor P. Vacatello che lo cedette. Nel 1859 fu concesso il diritto di ricerca alla Società Anonima di     Montesanto, a partire da questo periodo nell’area vi lavorarono diversi minatori,

Oggi è ancora visibile il magazzino di stoccaggio.

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